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ARCHITETTURA E COSTRUZIONE a cura di Sergio Poretti, Tullia Iori, Rosalia Vittorini  

 


1. modello


2. sezione


3.


4.


5.

 

 

 

 

 

La Chiesa del 2000
UN ANNO DI CANTIERE

di Antonella Falzetti

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La Chiesa del 2000, disegnata da Richard Meier, che doveva essere ultimata per celebrare il giubileo millenario, è ancora in costruzione alla periferia di Roma; il cantiere, rappresenta, per certi versi, un caso esemplare - e purtroppo non isolato - nel panorama italiano, di cantiere "difficile". Nel passaggio dal progetto di concorso alla costruzione, infatti, la soluzione dei problemi tecnico-strutturali e la messa a punto delle modalità realizzative, ha richiesto tempi più lunghi del previsto. Dopo una serie di ipotesi alternative viene scelto e definito il sistema costruttivo delle grandi vele, basato sulla utilizzazione di conci prefabbricati, la cui posa in opera si è conclusa in questi giorni.

Località:Tor Tre Teste, Roma (Italia)
Architetto:Richard Meier & Partners,New York
Committente:Opera Romana per la Preservazione della Fede e la Provvista di nuove Chiese in Roma
Progetto:1996
Realizzazione/1998-
Impresa:Lamaro Costruzioni, Roma
Progetto strutture:ing. Gennaro Guala, C.T.G. spa
Direzione lavori:ing. Ignazio Breccia Fratadocchi
Sponsor tecnico:Italcementi Group

 

 

Nell'ottobre 1995, l'Opera Romana per la Preservazione della Fede e la Provvista di nuove Chiese in Roma promuove il Concorso Internazionale ad Inviti per la progettazione di un Complesso parrocchiale nel periferico quartiere di Tor Tre Teste, a Roma. L'intenzione dichiarata e' di realizzare un'opera che lasci nei giorni, un segno del pellegrinaggio per l'Anno Santo del 2000.
Viene giudicato vincitore il progetto dell'architetto Richard Meier con una soluzione che propone uno spazio liturgico rinnovato, articolato tra setti protettivi e pareti trasparenti, tra ambienti comunitari e di meditazione, tra funzioni corali e più ristrette.
L'architettura proposta è fortemente simbolica e definita da pochi, ma chiari elementi compositivi così descritti dallo stesso architetto: "L'elemento più caratterizzante dell'edificio è la sua apertura . Vista dalla piazza di ingresso, la facciata est e' un muro verticale di vetro; la copertura della chiesa è un lucernario di vetro che attraversa l'intera lunghezza dell'edificio. A protezione e supporto di questo volume vetrato sono realizzate quattro pareti a guscio , ciascuna sostenuta indipendentemente e realizzata in cemento armato posato in opera. Le pareti curve articolano diversi spazi all'interno dell'edificio: il santuario, la cappella per i giorni feriali, il battistero….".
Gli spazi che completano il progetto, il centro parrocchiale, gli alloggi, un piccolo auditorium e spazi comunitari, sono disegnati e concepiti in forme più regolari, attestandosi a fondale dell'intero complesso ed aprendosi verso il parco.
Il tema della costruzione del suggestivo spazio della navata, racchiusa dalle tre vele a sud e dal grande muro curvo a nord, si e' rivelato quanto mai stimolante in rapporto alle soluzioni ed alle modalità costruttive utilizzate per dare concretezza al progetto.
"….Tre cerchi di uguale raggio sono la base delle tre conchiglie che insieme al muro di spina costituiscono il corpo della navata. Il tutto si riferisce discretamente alla Trinita'….
Quando Meier scriveva la relazione di accompagnamento al progetto, probabilmente non immaginava le difficoltà che avrebbero incontrato gli esecutori nel realizzare questa parte dell'opera.




 

 

 


6. lo stato del cantiere al febbraio 2001


7. lo stato del cantiere al giugno 2001


8. lo stato del cantiere ad ottobre 2001


9.lo stato del cantiere a dicembre 2001

Nel dicembre del '98 , i primi motivi di seria riflessione per i progettisti, il committente e l'impresa, sono nati non solo dalla esigenza di superare le numerose difficoltà legate ai problemi tecnico-strutturali, ma dalla necessità di definire il procedimento costruttivo da adottare per il montaggio delle vele.
La delicatezza di questi passaggi ha comportato una dilatazione dei tempi di cantiere, ufficialmente iniziato nel marzo del 1998, ma effettivamente in attività agli inizi del 2000.
La definizione dello schema strutturale ha sfiorato una prima ipotesi, proposta dai consulenti americani, di una struttura in acciaio a sostegno di lastre in calcestruzzo fissate e poi intonacate, per arrivare alla soluzione finale in grandi conci armati e prefabbricati posati in opera grazie ad una sofisticata macchina di cantiere.
L'aspetto così delicato della finitura superficiale e' stato studiato e risolto dall'Italcementi Group, che ha formulato un prodotto, il Bianco Tx Millenium, un particolare calcestruzzo contenente un cemento additivato, in grado di assicurare un bianco costante nel tempo e di garantire la qualità dell'immagine affidata alle grandi superfici curve.

La geometria delle vele si può assimilare a tre grandi porzioni di sfera di uguale raggio con il centro traslato sul piano orizzontale, e suddivise in "elementi rettangolari", i conci, per un totale di 346 pezzi montati. Ogni vela e' composta da un numero diverso di conci, 78 per la più esterna, 104 per la vela intermedia, e 164 per la più interna e maestosa.
Ogni concio di dimensioni medie 3.00*2.00*0.8 m., per un peso di circa 11-12 t., viene realizzato negli stabilimenti della EdilGori di Orte, grazie ad una catena di produzione messa, rigorosamente, a punto per questo evento; tre casseri, utilizzati in alternanza, assicurano la continuità delle fasi produttive. Una volta preparato il cassero, si pone al suo interno la gabbia di sostegno delle armature del concio e si effettua il getto; il concio viene poi "scasserato" e posto nella camera di maturazione per un ciclo di circa 72 ore, viene così depositato in area di stoccaggio in attesa del trasporto al cantiere.
La cronaca di questo cantiere si presenta con uno scenario piuttosto articolato e complesso, ricco di figure protagoniste e di maestranze specializzate che hanno contribuito, fino ad oggi, alla completa realizzazione delle vele, e alla parziale realizzazione del centro parrocchiale.
rappresentando, per certi versi, un caso esemplare di cantiere "difficile"
Il montaggio delle vele, che viene qui documentato, è iniziato nel luglio del 2000, ed è stato ultimato, realizzando un preciso intento, nel dicembre 2001.

 

 

 

 

Le fasi di messa in opera di ogni elemento prefabbricato richiedono un tempo considerevole per l'accortezza delle operazioni da eseguire: la produttività media e' di due conci in opera per giornata lavorativa.
Per la messa in opera degli elementi è stata utilizzata una macchina composta da una piattaforma mobile che si muove seguendo la curvatura delle vele nel piano dei paralleli, guidata dalla forma del carro ponte scorrevole su tre coppie di binari, una per ogni centro di generazione delle vele. Sulla piattaforma è collocata la "macchina di movimentazione" un sistema articolato da ralle, cilindri idraulici e slitte di scorrimento, meccanismi capaci di rendere possibili i sei movimenti di un corpo rigido nello spazio.
Ogni concio viene agganciato ad un telaio di sostegno e sollevato, attraverso un argano elettrico, fino alla piattaforma mobile; preventivamente traslata alla quota di messa in opera del concio stesso.

le macchine di     movimentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il concio viene ancorato alla "macchina di movimentazione" attraverso il telaio di sostegno usato per il sollevamento.
Le tre rotazioni sono assicurate da una prima ralla che agisce nel piano della piattaforma, una seconda, contenuta nel telaio, che sopporta il concio, ed infine da un cilindro idraulico che fa oscillare il telaio attorno all'asse orizzontale di collegamento con la piattaforma di base. Le tre traslazioni sono assicurate da due "slitte" perpendicolari fra loro, agenti nel piano del telaio, e dall'avanzamento sul piano orizzontale della parte di piattaforma che sostiene l'intero sistema di movimentazione

Raggiunta la posizione di alloggiamento, il concio viene mantenuto fermo fino alla verifica della coincidenza dei fori, ricavati sulla piastra di armatura alla base del pezzo da montare, con le barre di ancoraggio, bloccate in testa all'elemento posto già in opera al corso inferiore.
Questa operazione rappresenta un passaggio molto delicato del processo costruttivo, poiche' deve consentire il posizionamento con precisione millimetrica e il definitivo bloccaggio del concio prima dei getti di sigillatura e prima delle operazioni di infilaggio dei cavi orizzontali e verticali e la loro successiva tesatura.
Le barre d'acciaio ad altissima resistenza vengono messe in tensione per imprimere forti compressioni sulla superficie esterna della struttura, sollecitata altrimenti a trazione generata principalmente, ma non esclusivamente, dall'effetto mensola dovuto alla curvatura delle vele.

Bibliografia sintetica
"L'architettura, Cronache e Storia", 484, 1996, numero monografico La Chiesa del 2000
Tsuto Sakamoto, Church of the Year 2000, in "A+U", 319, 1997, pagg. 42-53
Gennaro Guala, La macchina dei conci, in "Costruzionidue", 1, gennaio 2000, pagg. 36-41
Sandra Lasagni, A Roma, nella chiesa del nuovo millennio, in "Il nuovo cantiere", 9, ottobre 2001, pagg. 52-59 Antonio Michetti, Le vele di Richard Meier, in "Parametro", 237, 2001, pagg. 33-39